Fra 10 giorni si svolgerà il primo turno delle elezioni presidenziali polacche, questi i candidati in lizza:
Andrzej Duda, Nazional-conservatore (Diritto e Giustizia), presidente uscente, in carica dal 2015. Duda è appoggiato dal governo Morawiecki e dai Nazional-cristiani (Polonia Unita), dai Cristiano-democratici (Alleanza), dai Conservator-liberali (Partito Repubblicano), dai Social-conservatori (Liberali e Sociali), e dai Conservator-agrari (Partito Popolare "Piast")
Malgorzata Kidawa-Blonska, Liberal-conservatrice (Piattaforma Civica) e appoggiata da Liberali (Moderno), Social-liberali (Iniziativa) e dai Verdi (I Verdi)
Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, Popolar-agrario (Partito Popolare Agrario), dai Social-europeisti (Unione dei Democratici Europei), dai Conservator-slesi (Uniti per la Slesia), dai Liberaldemocratici (Alleanza dei Democratici), da Una Polonia, e da La Polonia Ci Serve
Robert Biedron, Centro-socialista (Primavera), appoggiato dai Socialdemocratici (Alleanza della Sinistra Democratica), e dai Socialisti (Sinistra Assieme - Lewica Razem)
Krzysztof Bosak, Nazional-populista (Confederazione per la Libertà e l'Indipendenza)
Szymon Holownia, Indipendente
Marek Jakubiaf, Indipendente
Miroslaw Piotrowski, Nazionalista (Movimento Vera Europa)
Pawel Tanajno, Indipendente
Stanislaw Zotlek, Liberal-populista (Congresso della Nuova Destra)
L'eventuale secondo turno è previsto per il 24 maggio.
Thursday, April 30, 2020
Wednesday, April 29, 2020
Lesotho, continua lo scontro premier vs parlamento
Con 93 voti su 120 della camera bassa, e con l'unanimità dei 33 senatori, il parlamento del Lesotho ha cambiato la costituzione in modo tale da togliere al premier il potere di chiedere al re lo scioglimento del parlamento per elezioni anticipate, senza prima avere il voto favorevole del parlamento.
Con questo voto continua lo scontro tra il premier Tom Thabane, Liberaldemocratico (Congresso di Tutto il Basotho), accusato di essere coinvolto nell'assassinio della sua prima moglie, e parlamento (opposizione e parte dei parlamentari di maggioranza), che, spinto anche dalla pressione internazionale, chiede al premier di dimettersi al più presto.
Con questo voto continua lo scontro tra il premier Tom Thabane, Liberaldemocratico (Congresso di Tutto il Basotho), accusato di essere coinvolto nell'assassinio della sua prima moglie, e parlamento (opposizione e parte dei parlamentari di maggioranza), che, spinto anche dalla pressione internazionale, chiede al premier di dimettersi al più presto.
Tuesday, April 28, 2020
Libia, Haftar, che controlla la Cirenaica, si auto-proclama ditatore del paese
Il generale Khalifa Belqasim
Haftar, Indipendente, si è auto-proclamato dittatore della Libia. La sitazione nel paese è sempre critica: il governo riconosciuto da tutti è quello guifaro da Fayez Al-Sarraj, Indipendente, che controlla la Tripolitania, mentre la Cirenaica è sotto il controllo di Haftar e del parlamento di Tobruk. Il proclama di Haftar però rompe le alleanze della Cirenaica, togliendo ogni potere al parlamento, e il presidente del parlamento Aguila Saleh Issa, Indipendente, sembra ora essere agli arresti domiciliari.
La decisione di Haftar arriva in un momento di crisi delle sue forze: se fino a poche settimane fa sembrava in grado di occupare la stessa Tripoli e di unificare il paese, ora è stato costretto a lasciare terreno all'esercito fedele a Serraj e sembra anche aver perso l'appoggio della Russia, suo grande alleato internazionale, per aver più volte bloccato ogni tentativo di pace con il governo di Serraj.
La decisione di Haftar arriva in un momento di crisi delle sue forze: se fino a poche settimane fa sembrava in grado di occupare la stessa Tripoli e di unificare il paese, ora è stato costretto a lasciare terreno all'esercito fedele a Serraj e sembra anche aver perso l'appoggio della Russia, suo grande alleato internazionale, per aver più volte bloccato ogni tentativo di pace con il governo di Serraj.
Sunday, April 26, 2020
Mali, i risultati delle elezioni parlamentari
Si è svolto anche il econdo turno delle elezioni parlamentari maliane; questi i risultati definitivi:
Socialisti (Raggruppamento per il Mali): 43 seggi parlamentari
Centro-socialisti (Alleanza per la Democrazia): 22 seggi parlamentari
Laburisti (Unione per la Repubblica e la Democrazia): 19 seggi parlamentari
Movimento per il Mali: 9 seggi parlamentari
Alleanza Democratica per la Pace: 8 seggi parlamentari
Convergenza per lo Sviluppo: 6 seggi parlamentari
Yelema: 4 seggi parlamentari
Unione per la Democrazia e lo Sviluppo: 4 seggi parlamentari
Social-comunisti (Solidarietà Africana per la Democrazia e Indipendenza): 3 seggi parlamentari
Partito per la Rinascita Nazionale: 3 seggio parlamentare
Partito per la Restaurazione dei Valori: 3 seggio parlamentare
Nazional-africani (Unione per il Raggruppamento Democratico Africano): 2 seggi parlamentari
Partito Horonyia: 2 seggi parlamentari
Partito per lo Sviluppo Economico e Sociale: 1 seggio parlamentare
Conservatori (Movimento Patriottico per il Rinnovamento): 1 seggio parlamentare
Lega Democratica per il Cambiamento: 1 seggio parlamentare
FDC: 1 seggio parlamentare
Partito Kanu: 1 seggio parlamentare
Indipendenti: 2 seggi parlamentari
Non riescono ad eleggere nessun parlamentare:
Alleanza per la Solidarietà
Socialdemocratici (Alleanza per la Democrazia - Partito Pan-africano per la Libertà, la Solidarietà e la Giustizia)
Forze Alternative per la Rinascita e per Emergere
Social-liberali (Raggruppamento per lo Sviluppo)
Centro-conservatori (Congresso Nazionale per l'Iniziativa Democratica)
Convenzione Nazionale per la Solidarietà Africana
Social-populisti (Alleanza Chato)
Partito per l'Azione Civica e Patriottica
Congresso Africano per il Rinnovamento
Partito Unito per la Repubblica
Movimento per l'Unione
Alleanza per il Mali - Maliko
Partito dell'Indipendenza, Democrazia e Solidarietà
Alleanza Kayira
Vedremo se il premier Boubou Cissè, Indipendente, in carica da maggio 2019, sarà confermato alla guida del governo.
Socialisti (Raggruppamento per il Mali): 43 seggi parlamentari
Centro-socialisti (Alleanza per la Democrazia): 22 seggi parlamentari
Laburisti (Unione per la Repubblica e la Democrazia): 19 seggi parlamentari
Movimento per il Mali: 9 seggi parlamentari
Alleanza Democratica per la Pace: 8 seggi parlamentari
Convergenza per lo Sviluppo: 6 seggi parlamentari
Yelema: 4 seggi parlamentari
Unione per la Democrazia e lo Sviluppo: 4 seggi parlamentari
Social-comunisti (Solidarietà Africana per la Democrazia e Indipendenza): 3 seggi parlamentari
Partito per la Rinascita Nazionale: 3 seggio parlamentare
Partito per la Restaurazione dei Valori: 3 seggio parlamentare
Nazional-africani (Unione per il Raggruppamento Democratico Africano): 2 seggi parlamentari
Partito Horonyia: 2 seggi parlamentari
Partito per lo Sviluppo Economico e Sociale: 1 seggio parlamentare
Conservatori (Movimento Patriottico per il Rinnovamento): 1 seggio parlamentare
Lega Democratica per il Cambiamento: 1 seggio parlamentare
FDC: 1 seggio parlamentare
Partito Kanu: 1 seggio parlamentare
Indipendenti: 2 seggi parlamentari
Non riescono ad eleggere nessun parlamentare:
Alleanza per la Solidarietà
Socialdemocratici (Alleanza per la Democrazia - Partito Pan-africano per la Libertà, la Solidarietà e la Giustizia)
Forze Alternative per la Rinascita e per Emergere
Social-liberali (Raggruppamento per lo Sviluppo)
Centro-conservatori (Congresso Nazionale per l'Iniziativa Democratica)
Convenzione Nazionale per la Solidarietà Africana
Social-populisti (Alleanza Chato)
Partito per l'Azione Civica e Patriottica
Congresso Africano per il Rinnovamento
Partito Unito per la Repubblica
Movimento per l'Unione
Alleanza per il Mali - Maliko
Partito dell'Indipendenza, Democrazia e Solidarietà
Alleanza Kayira
Vedremo se il premier Boubou Cissè, Indipendente, in carica da maggio 2019, sarà confermato alla guida del governo.
Yemen, il Consiglio di Transizione del Sud si auto-proclama indipendente
In Yemen, il Consiglio di Transizione del Sud che controlla la regione di Aden e zone limitirofe ed è guidato dal presidente Aidarus Al-Zoubaldi, Indipendente, ha dichiarato la propria indipendenza dal governo centrale del presidente Mansou Hadi,
Conservatore (Congresso Generale
Popolare), accusando Hadi di aver dato vita ad un regime corrotto.
Hadi ha dichiarato illeggittima la dichiarazione di Zoubaldi, ma la situazione in Yemen è sempre più esplosiva, dopo che da alcuni anni anche il nord del paese si è reso indipendente sotto la guida di Mahdi al-Mashat, Fondamentalista-sciita (Movimento Houthi), che controlla anche la capital Sana'a, dando vita ad una vera e propria guerra civile che dura da parecchi anni tra Houthi, appoggiati dall'Iran, e Hadi, appoggiato da Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti.
Ora la proclamazione di Zoubaldi mette allo scoperto lo strappo tra le file dei filo-governativi, dal momento che Zoubaldi fino a pochi giorni fa era alleato di Hadi.
Lo strappo è anche tra gli alleati internazionali, in quanto l'Arabia Saudita continua ad appoggiare Hadi, mentre gli Emirati Arabi Uniti appoggiano Zoubaldi. Il motivo vero della rottura è dovuta al fatto dell'avvicinamento di Hadi con gli Islamico-democratici del Partito Islah - Congregazione per le Riforme, partito vicino ai Fratelli Musulmani, organizzazione internazionale malvista dagli Emirati Arabi Uniti.
Zoubaldi era già entrato in rotta di collisione con Hadi nel 2017, quando era stato destituito da governatore di Aden dal presidente, e poco dopo reintegrato perchè una sollevazione popolare a favore di Zoubaldi rischiava di portare una grossa frattura tra le file dei governativi, cosa successa propria ora.
Hadi ha dichiarato illeggittima la dichiarazione di Zoubaldi, ma la situazione in Yemen è sempre più esplosiva, dopo che da alcuni anni anche il nord del paese si è reso indipendente sotto la guida di Mahdi al-Mashat, Fondamentalista-sciita (Movimento Houthi), che controlla anche la capital Sana'a, dando vita ad una vera e propria guerra civile che dura da parecchi anni tra Houthi, appoggiati dall'Iran, e Hadi, appoggiato da Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti.
Ora la proclamazione di Zoubaldi mette allo scoperto lo strappo tra le file dei filo-governativi, dal momento che Zoubaldi fino a pochi giorni fa era alleato di Hadi.
Lo strappo è anche tra gli alleati internazionali, in quanto l'Arabia Saudita continua ad appoggiare Hadi, mentre gli Emirati Arabi Uniti appoggiano Zoubaldi. Il motivo vero della rottura è dovuta al fatto dell'avvicinamento di Hadi con gli Islamico-democratici del Partito Islah - Congregazione per le Riforme, partito vicino ai Fratelli Musulmani, organizzazione internazionale malvista dagli Emirati Arabi Uniti.
Zoubaldi era già entrato in rotta di collisione con Hadi nel 2017, quando era stato destituito da governatore di Aden dal presidente, e poco dopo reintegrato perchè una sollevazione popolare a favore di Zoubaldi rischiava di portare una grossa frattura tra le file dei governativi, cosa successa propria ora.
Saturday, April 25, 2020
Kiribati, i risultati delle elezioni parlamentari
Si sono svolte le elezioni parlamentari nelle Kiribati; questi i risultati:
Conservatori (Partito Tobwaan - Abbraccio): 12 seggi parlamentari
Social-liberali (Pilastro della Verità - Boutokaan Te Koauna): 9 seggi parlamentari
Nazional-conservatori (Partito Prima Kiribati): 8 seggi parlamentari
Indipendenti: 15 seggi parlamentari
I Conservatori del presidente Taaneti Maamau diventano il gruppo parlamentare più numeroso.
Conservatori (Partito Tobwaan - Abbraccio): 12 seggi parlamentari
Social-liberali (Pilastro della Verità - Boutokaan Te Koauna): 9 seggi parlamentari
Nazional-conservatori (Partito Prima Kiribati): 8 seggi parlamentari
Indipendenti: 15 seggi parlamentari
I Conservatori del presidente Taaneti Maamau diventano il gruppo parlamentare più numeroso.
Friday, April 24, 2020
Abkhazia, Georgia, Ankvab nuovo premier
Il neo-presidente abkhazo, regione de facto autonoma della Georgia, Aslan Bzhania, Indipendente, ha nominato come nuovo premier Aleksandr Ankvab, Liberal-conservatore (Rinascita - Aitaira), già premier tra il 2005 e il 2010 e presidente tra il 2011 e il 2014, quando era stato costretto alle dimissioni da una sollevazione popolare. Il governo Ankvab è formato, oltre che dai Liberal-conservatori, anche dai Nazional-conservatori (Amtsakhara - Tenere i Fuochi della Madrepatria Accesi) e da esponenti del Fronte Popolare per la Giustizia e lo Sviluppo. Ankvab prende il posto di Valeri Bganba, Indipendente, in carica dal 2018.
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