Per la ventinovesima volta il parlamento libanese non è riuscito ad eleggere
il nuovo presidente
della repubblica, per mancanza del quorum necessario parlamentare.
Al momento l'interim presidenziale è nelle mani del premier Tammam Salam,
Indipendente.
Il prossimo tentativo di elezioni è in programma il 21 ottobre 2015.
Wednesday, September 30, 2015
San Marino, Stefanelli e Renzi i due nuovi capitani reggenti
Il primo ottobre inizierà il mandato di 6 mesi dei nuovi capitani reggenti sammarinesi: Nicola Renzi, Liberaldemcratico (Alleanza Popolare), e Lorella Stefanelli,
Democristiana (Partito Cristiano Democratico), che vanno a sostituire Andrea Belluzzi, Socialdemocratico (Partito dei Socialisti e dei
Democratici, e Roberto Venturini,
Democristiano.
Guinea, fra 11 giorni le elezioni presidenziali
Fra 11 giorni si svolgeranno le elezioni presidenziali guineane, questi i candidati in lizza:
Alpha Condè, Socialista (Raggruppamento Popolare), presidente in carica dal 2010
Cellou Dalein Diallo, Liberal-conservatore (Unione delle Forze Democratiche), premier dal 2004 al 2006
Sidya Tourè, Liberale (Unione delle Forze Repubblicane)
Marie Madeleine Dioubate, Verde (Partito Ecologista)
Lansana Kouyatè, Partito della Speranza per lo Sviluppo Nazionale, primo ministro tra il 2007 e il 2008
El-Hadj Papa Koly Kourouma, Partito della Generazione per la Riconciliazione, l'Unità e il Progresso
Faya Milimono, Liberaldemocratico (Blocco Liberale)
Georges Ghandy Faraguet, Unione per la Democrazia e lo Sviluppo
Alpha Condè, Socialista (Raggruppamento Popolare), presidente in carica dal 2010
Cellou Dalein Diallo, Liberal-conservatore (Unione delle Forze Democratiche), premier dal 2004 al 2006
Sidya Tourè, Liberale (Unione delle Forze Repubblicane)
Marie Madeleine Dioubate, Verde (Partito Ecologista)
Lansana Kouyatè, Partito della Speranza per lo Sviluppo Nazionale, primo ministro tra il 2007 e il 2008
El-Hadj Papa Koly Kourouma, Partito della Generazione per la Riconciliazione, l'Unità e il Progresso
Faya Milimono, Liberaldemocratico (Blocco Liberale)
Georges Ghandy Faraguet, Unione per la Democrazia e lo Sviluppo
Tuesday, September 29, 2015
Bielorussia, fra 12 giorni le elezioni presidenziali
Fra 12 giorni si svolgeranno le elezioni presidenziali bielorusse, questi i candidati in lizza:
Aleksandr Lukashenko, Indipendente, presidente in carica, al potere dal 1994
Sergei Gaidukevich, Nazional-populista (Partito Liberaldemocratico), uomo vicino al presidente Lukashenko
Tatiana Karatkevich, Socialdemocratica (Partito Socialdemocratico (Assemblea), sostenuta anche dalla coalizione Referendum Popolare
Nikolai Ulakhovich, Social-nazionale (Partito Patriottico), uomo vicino al presidente Lukashenko
Scontata la vittoria del presidente uscente Lukashenko.
Aleksandr Lukashenko, Indipendente, presidente in carica, al potere dal 1994
Sergei Gaidukevich, Nazional-populista (Partito Liberaldemocratico), uomo vicino al presidente Lukashenko
Tatiana Karatkevich, Socialdemocratica (Partito Socialdemocratico (Assemblea), sostenuta anche dalla coalizione Referendum Popolare
Nikolai Ulakhovich, Social-nazionale (Partito Patriottico), uomo vicino al presidente Lukashenko
Scontata la vittoria del presidente uscente Lukashenko.
Sunday, September 27, 2015
Catalogna, Spagna, vittoria degli indipendentisti
Si sono svolte le elezioni parlamentari catalane, regione
sotto sovranità spagnola; questi i risultati:
Assieme per il Sì: 39.59 % dei voti e 62 seggi parlamentari, così distribuiti: Liberali (Convergenza Democratica): 29 seggi; Social-indipendentisti (Sinistra Repubblicana): 20 seggi; Cristiano-democratici (Democratici): 1 seggio; Socialdemocratici-indipendentisti (Movimento di Sinistra: 1 seggio; Indipendenti: 11 seggi
Liberal-conservatori (Cittadini - Partito della Cittadinanza): 17.90 % dei voti e 25 seggi parlamentari
Socialisti (Partito Socialista): 12.72 % dei voti e 16 seggi parlamentari
Yes We Can - Noi Possiamo: 8.94 % dei voti e 11 seggi parlamentari, così distribuiti: Social-populisti (Podemos - Possiamo): 4 seggi; Verdi (Iniziativa per una Catalogna Verde): 3 seggi; Marxisti (Sinistra Unita e Alternativa): 2 seggi; Indipendenti: 2 seggi
Popolari (Partito Popolare): 8.49 % dei voti e 11 seggi parlamentari
Social-comunisti (Candidatura d'Unità Popolare - Chiamata Costituzionale): 8.21 % dei voti e 10 seggi parlamentari
Non riescono a nominare nessun parlamentare:
Conservator-catalani (Unione Democratica): 2.51 % dei voti
Social-animalisti (Partito Animalista contro il Maltrattamento degli Animali): 0.73 % dei voti
Zero Tagli - I Verdi: 0.35 % dei voti
Vinciamo: 0.03 % dei voti
Partito dei Pirati: 0.01 % dei voti
La coalizione indipendentista del presidente uscente Artur Mas, Liberale, ha ottenuto la maggioranza parlamentare e, assieme ai Social-comunisti, ottiene la maggioranza assoluta in parlamento.
In seguito a queste elezioni ci saranno grossi contrasti con il potere centrale di Madrid: il premier Mas aveva già detto che, se confermato, avrebbe traghettato la Catalogna all'indipendenza in 2 anni, secessione ritenuta del tutto inattuabile da Madrid.
Assieme per il Sì: 39.59 % dei voti e 62 seggi parlamentari, così distribuiti: Liberali (Convergenza Democratica): 29 seggi; Social-indipendentisti (Sinistra Repubblicana): 20 seggi; Cristiano-democratici (Democratici): 1 seggio; Socialdemocratici-indipendentisti (Movimento di Sinistra: 1 seggio; Indipendenti: 11 seggi
Liberal-conservatori (Cittadini - Partito della Cittadinanza): 17.90 % dei voti e 25 seggi parlamentari
Socialisti (Partito Socialista): 12.72 % dei voti e 16 seggi parlamentari
Yes We Can - Noi Possiamo: 8.94 % dei voti e 11 seggi parlamentari, così distribuiti: Social-populisti (Podemos - Possiamo): 4 seggi; Verdi (Iniziativa per una Catalogna Verde): 3 seggi; Marxisti (Sinistra Unita e Alternativa): 2 seggi; Indipendenti: 2 seggi
Popolari (Partito Popolare): 8.49 % dei voti e 11 seggi parlamentari
Social-comunisti (Candidatura d'Unità Popolare - Chiamata Costituzionale): 8.21 % dei voti e 10 seggi parlamentari
Non riescono a nominare nessun parlamentare:
Conservator-catalani (Unione Democratica): 2.51 % dei voti
Social-animalisti (Partito Animalista contro il Maltrattamento degli Animali): 0.73 % dei voti
Zero Tagli - I Verdi: 0.35 % dei voti
Vinciamo: 0.03 % dei voti
Partito dei Pirati: 0.01 % dei voti
La coalizione indipendentista del presidente uscente Artur Mas, Liberale, ha ottenuto la maggioranza parlamentare e, assieme ai Social-comunisti, ottiene la maggioranza assoluta in parlamento.
In seguito a queste elezioni ci saranno grossi contrasti con il potere centrale di Madrid: il premier Mas aveva già detto che, se confermato, avrebbe traghettato la Catalogna all'indipendenza in 2 anni, secessione ritenuta del tutto inattuabile da Madrid.
Thursday, September 24, 2015
Kirghizistan, fra 10 giorni le elezioni parlamentari
Fra 10 giorni si svolgeranno le elezioni parlamentari kirghize, questi i partiti in lizza:
Partito Socialdemocratico: partito di ispirazione socialdemocratica, guidato dal presidente Almzbek Atambayev, partner del governo di Temier Sariyev, Indipendente, in carica da alcuni mesi
Dignità - Ar-Namys: partito di ispirazione conservatrice, junior partner del governo Sariyev
Partito Socialista Ata Meken - Madrepatria: partito di ispirazione social-liberale, junior partner nel governo Sariyev
Repubblica - Terra dei Padri - Ata-Zhurt: partito di ispirazione liberal-conservatrice, nato dalla fusione dei liberal-populisti del Partito della Repubblica con i nazional-conservatori di Terra dei Padri - Ata-Zhurt.
Partito del Progresso - Onuguu: partito di ispirazione conservator-graria
Partito del Kirghizistan: partito di ispirazione socialista
Partito dell'Unità - Bir Bol: partito di ispirazione liberaldemocratica
Butun - Emgek
Zamandash
Uluu
Meken Yntymgy
Congresso dei Popoli
Aalam
Azattyk
Partito Socialdemocratico: partito di ispirazione socialdemocratica, guidato dal presidente Almzbek Atambayev, partner del governo di Temier Sariyev, Indipendente, in carica da alcuni mesi
Dignità - Ar-Namys: partito di ispirazione conservatrice, junior partner del governo Sariyev
Partito Socialista Ata Meken - Madrepatria: partito di ispirazione social-liberale, junior partner nel governo Sariyev
Repubblica - Terra dei Padri - Ata-Zhurt: partito di ispirazione liberal-conservatrice, nato dalla fusione dei liberal-populisti del Partito della Repubblica con i nazional-conservatori di Terra dei Padri - Ata-Zhurt.
Partito del Progresso - Onuguu: partito di ispirazione conservator-graria
Partito del Kirghizistan: partito di ispirazione socialista
Partito dell'Unità - Bir Bol: partito di ispirazione liberaldemocratica
Butun - Emgek
Zamandash
Uluu
Meken Yntymgy
Congresso dei Popoli
Aalam
Azattyk
Wednesday, September 23, 2015
Burkina Faso, fallito il golpe, Kafando torna presidente
Fallito il golpe in Burkina Faso.
Dopo che l'esercito, fedele al governo appena deposto, aveva circondato la capitale Ouagadougou, i golpisti della guardia presidenziali capeggiati dal generale Gilbert Diendere, Indipendente, hanno deciso di deporre le armi e di ridare il potere al presidente deposto, Michel Kafando, Indipendente, e al premier Yacouba Isaac Zida, Indipendente. Subito dopo Diendere si rifugia nell'ambasciata vaticana.
Fondamentale è stato anche l'intervento della Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale, che ha mediato tra i due contendenti.
Si vedrà se le elezioni generali, previste per ottobre, saranno posticipate di qualche settimana.
Dopo che l'esercito, fedele al governo appena deposto, aveva circondato la capitale Ouagadougou, i golpisti della guardia presidenziali capeggiati dal generale Gilbert Diendere, Indipendente, hanno deciso di deporre le armi e di ridare il potere al presidente deposto, Michel Kafando, Indipendente, e al premier Yacouba Isaac Zida, Indipendente. Subito dopo Diendere si rifugia nell'ambasciata vaticana.
Fondamentale è stato anche l'intervento della Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale, che ha mediato tra i due contendenti.
Si vedrà se le elezioni generali, previste per ottobre, saranno posticipate di qualche settimana.
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